04 Settembre 2010 |
 
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Schemi carri posteriori

All'inizio erano biciclette con telai assolutamente rigidi e l'ammortizzamento veniva dalle gomme grosse e dai muscoli.
Poi comparvero le prime forcelle anteriori con corse di 20-30 mm, che servivano giusto per non perdere i denti sullo sterrato "vibrato".
I carri posteriori portarono una rivoluzione nel concetto di biciclette, tanto che vennero già paragonate alle moto da cross (!).
I primi sistemi prevedevano uno snodo sul telaio ed un ammortizzatore messo in posizioni varie, a volte sicuramente casuali!
Col tempo la ricerca del miglior sistema ammortizzante, che dia i benefici della sospensione ma tolga i suoi difetti (braking lock-out e pedal kickback), si è affinata ed ormai vediamo una vasta gamma di sistemi, a volte simili ma con interpretazioni personali, tanto da perderci la testa.
Proviamo a fare un piccolo riepilogo:

ABP - Active Braking Pivot
Ideato da Trek per non contrastare il lavoro del carro nemmeno nelle frenate più violente; il fulcro è posizionato coassialmente al mozzo posteriore stesso.

Dropout Pivot
Indica che il fulcro tra due foderi di uno schema di sospensione è situato sopra il forcellino; in genere inibisce in parte il lavoro di assorbimento degli urti in frenata.

 Dual Link
Schemi di sospensione che utilizzano una coppia di braccetti (links) per articolare il carro posteriore: comprendono i sistemi VPP, ETSX, Maestro e DW-link.

 DW-link
Dispositivo configurato in modo da ostacolare la tendenza alla compressione della sospensione stessa e generata dalla rotazione all’indietro della massa del biker ad ogni accelerazione. Utilizzato da Iron Horse ed Ibis.

Equilink

Interpretazione della Felt dei principi del “Dual Link” con l’aggiunta di un braccetto che vincola i links superiore ed inferiore per garantire la massima uniformità di risposta e l’assenza di ondeggiamenti indesiderati.

ETSX - Energy Transfer System
E’ il Dual link di Rocky Mountain e si fa notare per la lunghezza dei braccetti utilizzati, il disegno dei foderi alti e la possibilità di regolazione dell’escursione.

 Horst Link
O Giunto Horst, dal nome del suo inventore, utilizza un carro posteriore a quadrilatero con un fulcro sui forcellini bassi in prossimità dell’asse della ruota posteriore; permette di rendere indipendente il lavoro della sospensione dalle forze indotte dalla frenata e dalla pedalata. Utilizzato da Specialized per le FSR.

ID - Indipendent Drivetrain
Caratteristico sistema della GT,derivato dal famoso I-Drive, che mantiene costante la distanza sella-pedale eliminando il “pedal-feedback”.

CVA - Costantly Varying Arc  
Si tratta della variante del “Dual Link” interpretato dalla Niner e caratterizzato da un braccio che collega i due bilancieri, tipo Equilink.

Maestro
Interpretazione personale di Giant sul concetto Dual-Link.

Magic Link
Sospensione a parallelogramma (4 bracci + 1) in cui il fulcro principale è mobile in quanto posto su di un braccetto basculante, sul quale è fissato anche un occhiello dell’ammortizzatore posteriore. Sviluppato da Kona.

 Quad Link
Variante della Marin sul concetto di Dual Link.

VLS - Virtual Link System
Schema di sospensioni Haro per limitare le oscillazioni in pedalata garantendo però il massimo assorbimento delle asperità; il carro è articolato su di un fulcro posto sull’asse del movimento centrale.

SPS - Single Pivot Swingarm
Il più semplice schema di sospensione perchè basato su di un solo infulcro; in genere identifica i carri con i foderi bassi in un unico pezzo con i forcellini posteriori.

VPP - Virtual Pivot Point
Sistema per prevenire l’insorgere di oscillazioni in pedalata a causa del tiro catena, utilizzato da Santa Cruz ed Intense; il fulcro è “virtuale” perchè cambia continuamente posizione.

(definizioni tratte dal Corso Avanzato sulle Geometrie dei Telai tenuto da Gemini e Bike World Extreme)

Di seguito vedremo i più comuni. Per lo studio dei sistemi ammortizzanti è molto utile LINKAGE, un programma specifico che si trova in un'altra sottopagina di TECNICA.

 


FELT - Equilink (in inglese)

Lightweight - Equilink was designed to be virtually limitless in regards to frame design. You will see no tubing interrupted with pivots (which need to be beefed up to handle the loads), no need for massive gusseting, no need for oversized or complicated tubing formations. The Equilink system is rather compact in itself, enabling the frame to utilize very simple, lightweight, traditional, no-nonsense tubing, as exemplified on our Virtue series of endurance race models.

Comfort - A comfortable, fluid ride translates to less fatigue over a long ride.

Enhanced Endurance - Efficient shock absorption conserves energy, retaining power output over a long ride.
SIMPLE - setup, no sweet spot, tunabilty, special shock Easy Setup
At Felt we believe that riders should be able to set up their bike quickly, easily, as they like, and without a narrow window for error. Many suspension bikes today require complicated, time-consuming, and very specific setup procedures. Among them are: a very precise air pressure/sag setting, limited damping settings (e.g. firm, firmer or lockout), inertia valve settings, etc. We believe a rider should not suffer a poor ride or a bad day just because he/she was off by a few PSI or a small click of a dial.

No Sweet Spot - Some suspension bikes are known for their “sweet spot” when it comes to how the suspension performs under certain conditions and certain settings. Obviously, finding and adjusting your bike to find this sweet spot can be challenging and time-consuming. How nice would it be to have a bike with a sweet spot throughout the entire range of travel? So, if you happen to be “off” by a few PSI, you don’t end up with bobbing or pedal kickback; you just end up with a little softer or firmer ride.

Optional Tunability - We believe that tunability should be an option - not a requirement. If a rider wants to try out a platform valve shock, it’s no problem. If someone feels they just have to have a lockout, feel free. While the Equilink system was designed to offer the utmost in efficiency without these types of shocks, we recognize that they can indeed change the ride characteristics and that some riders may like to experiment with what these types of shocks can offer.

No Special Shock - Some suspension bikes are designed to be dependent on one type of shock, made by one shock maker, tailored to a specific rider weight/size. This usually comes at a high price and inconvenience, assuming you are able to get your hands on one in your area. The Equilink system, on the other hand, was designed to accept any brand of shock, around conventional shock lengths, without requiring specific internal factory settings.



NINER - Constantly Varying Arc (CVA)

Il sistema CVA™ di Niner Niner ha dedicato oltre un anno nello sviluppo del sistema di sospensione CVA™ (Constantly Varying Arc) con un obiettivo in mente: creare il sistema di sospensione più efficiente e attivo sul mercato.
Niner ha iniziato a progettare la sua sospensione da un foglio bianco e, prima di cominciare a disegnarne lo schema, si è chiesta quali fossero i punti fondamentali a cui doveva sottostare l'intero sistema. Per prima cosa, Niner voleva che il sistema fosse efficiente durante la pedalata.

Sia Chris che Steve sono d'accordo sul fatto che un sistema che richiede una piattaforma di pedalata (che si possa bloccare durante la pedalata) sia in realtà un sistema inefficiente.

Il fatto di poter bloccare l'ammortizzatore in modo che la forza applicata durante la pedalata non venga assorbita dall'ammortizzatore è solo un metodo per mascherare il fatto che l'intero sistema di sospensione viene influenzato dalle forze esercitate sulla catena.

Dover lavorare sul settaggio dell'ammortizzatore o doverlo addirittura bloccare significa che la sospensione sarà meno utilizzabile. E diciamocelo, se dovete pedalare, questo non significa che non volete che la sospensione funzioni.

E' per questo che Niner ha voluto che il sistema di ammortizzamento fosse davvero neutrale alla pedalata senza ricorrere a sistemi meccanici sull'ammortizzatore.

Questo d'altro canto non significa che questi sistemi non siano utili, perchè non importa quanto ci lavoriate ma non si potrà mai evitare l'influenza sull'ammortizzatore che deriva da una pedalata inefficiente (ad esempio il muoversi scomposto del ciclista chiamato in inglese rider bobbing) o lo spostamento di peso repentino del ciclista ad esempio durante i fuorisella per superare uno strappo molto ripido.

In questi casi la possibilità di utilizzare questi sistemi meccanici di bloccaggio dell'ammortizzatore hanno ragione d'esistere.

Il secondo parametro per disegnare il sistema di ammortizzamento ideale secondo Niner era che il disegno della sospensione fosse completamente attiva.

In molti altri progetti di sospensioni il movimento di questa è limitato mentre si pedala o durante la frenata se non adirittura in tutti e due i casi.

Il nostro obiettivo era di avere una sospensione che non venisse influenzata né dalla catena più o meno in tensione, nè dalla frenata.

Non essere influenzata dalla forze della frenata era infatti il nostro terzo punto. Infine il disegno della sospensione oltre ad aderire a questi punti, doveva essere integrato alle nostre geometrie ed in particolare al nostro carro posteriore molto corto.

Quindi soddisfare solo i primi 3 punti sarebbe potuto non bastare perchè la bici avrebbe avuto comunque un passo troppo lungo.

Riuscire a fare incontrare tutte e quattro queste richieste in un disegno di ammortizzamento era come vincere la lotteria, ma Niner si è impegnata nel riuscirci e pensiamo che questo sistema abbia davvero vinto la lotteria.

Ecco le basi su cui si è sviluppato il sistema CVA™.

Con il procedere di questo progetto ad arco variante in maniera costante, Niner ha realizzato un sistema non più complicato degli altri presenti sul mercato che si basano su quattro perni (come ad esempio l'horst link).

Nelle prime fasi progettuali è stato utilizzato il prototipo di una mtb tradizionale con 6 pollici di escursione (150mm) in modo da avere un termine di paragone con altri sistemi sul mercato. 

Intanto mentre si procedeva nello sviluppo del primo modello di R.I.P. 9 costruivamo anche un modello sempre con 6 pollici di escursione ma su ruote da 29 pollici. E' infatti più difficile fare sì che un sistema di ammortizzazione funzioni bene con escursioni lunghe che non il contrario; diminuire l'escursione è più facile che aumentarla.

Dopo mesi e mesi di prova la R.I.P. 9 è nata, ma anche lei è stata sottoposta a continui affinamenti prima della produzione finale.Dopo aver realizzato tre diversi prototipi, aver cercato le migliori angolazioni e tutti gli aggiustamenti cosmetici del caso eravamo finalmente arrivati a quello che era il nostro obiettivo finale: una 29er con 4,5 pollici (115mm) di escursione che riesce ad arrampicarsi come una capra di montagna e scendere come un'aquila in assetto d'attacco.

Da quel momento la R.I.P. 9 ha conseguito tutti i riconoscimenti, elogi e premi da parte dell'intera industria e comunità mtb.

Niner sapeva, tuttavia, che il pubblico era desideroso di qualcosa dalla minore escursione e peso ed abbiamo così riprogettato da zero la R.I.P. in quello che è poi diventata la nostra seconda opera d'arte: la Jet 9.

Quindi cosa è il CVA™?

E' un disegno di sospensione che permette alla ruota di muoversi lungo un percorso ad arco che cambia continuamente durante l'assorbimento dei colpi.

Niner è stata in grado di trovare la giusta curva perchè venissero rispettati tutti i punti sopra citati. L'arco compiuto dalla ruota funziona nel contrastare le forze della catena, in modo da mantenere il centro della sospensione bilanciato con qualsiasi rapporto usato.

Infatti ogni millimetro o grado (oppure entrambi) fa si che il comportamento e le prestazioni del sistema ne vengano influenzate.

Questo metodo è stato sintonizzato per mantenere l'allungamento della catena (durante l'escursione della sospensione) sempre al minimo così che le forze di torsione esercitate da questa non influenzassero il movimento.

Nello specifico il movimento della sospensione durante i suoi 115mm è così fatto: all'inizio l'asse della ruota posteriore si muove indietro allontandosi dalla guarnitura. Questo movimento ha il suo apice nel punto di sag ovvero nella compressione del sistema data dal peso del ciclista sulla bici.

Da quel punto in avanti il percorso fatto dall'asse della ruota posteriore si muove nuovamente indietro in realtà verso il triangolo anteriore e questo con una curva variabile.

In più, dopo che il corretto sag è stato fissato (il 25% dell'intera escursione), la sospensione CVA™ diventa regressiva e questo aumenta la sensibilità ai piccoli urti.

Anche con la catena posizionata sull'ingranaggio più piccolo della corona anteriore e la massima coppia di torsione che si ha durante la salita più ripida, la sospensione CVA™ è ancora completamente attiva anche sul più piccolo ostacolo.

Come la sospensione si muove lungo la sua escursione, diventa regressiva, in modo da contrastare la naturale progressività dell'aria compressa e questo fa si che sia possibile ottenere l'intera escursione data dall'ammortizzatore senza che la sospensione diventi troppo dura e troppo velocemente cosa che impedirebbe di fare tutta la sua corsa.

Al contrario di altre bici la R.I.P. 9 fa realmente115mm di escursione (sempre con il corretto set up).

Usando gli stessi principi, Niner ha sviluppato il sistema per ottenere il meglio dagli 80mm della Jet 9.

Avete il cervello in fumo? Sappiamo che non è facile stare dietro a tutta questa teoria almeno fino a che non lo provate direttamente. Mettete un piede sopra una Jet 9 e diteci cosa ne pensate. La sospensione CVA™ riesce a soddisfare le vostre aspettative?

Secondo noi, non esiste sistema migliore sul mercato.

tratto da: www.29pollici.com


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